
Nel momento del lutto, molte cose accadono tutte insieme.
Ci sono decisioni da prendere, tempi da rispettare, aspetti pratici da gestire.
È naturale pensare che tutto questo sia organizzazione.
Maaccompagnare non significa organizzare.
Organizzare è predisporre.
Accompagnare è restare.
Restare significa saper riconoscere quando è il momento di parlare
e quando, invece, è il momento di tacere.
Significa non avere fretta di riempire il silenzio,
perché il silenzio, in certi momenti, è parte del rispetto.
Nel nostro lavoro il tempo ha un valore diverso.
Ogni famiglia ha il proprio ritmo,
e accompagnare significa sapersi adattare a quel ritmo,
non imporne uno.
Questo modo di lavorare non nasce per caso.
È il risultato di esperienza, formazione e confronto continuo tra le persone che operano all’interno dell’impresa.
Un’attenzione condivisa verso i gesti, i tempi, le presenze,
che deriva anche da percorsi maturati in ambito sanitario
e da anni di lavoro svolto insieme, sul campo.
Accompagnare non significa guidare qualcuno dove non è pronto ad andare.
Significa camminare accanto,
con discrezione,
per il tempo necessario.
Per questo il nostro lavoro non è una prestazione da eseguire,
ma una responsabilità da assumere.
Ogni volta.
Con la consapevolezza che, in certi momenti,
ciò che conta di più non è ciò che si fa,
macome si è presenti.